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Visita Lanzo.

La gastronomia.

 

La città di Lanzo e le sue vallate offrono al turista prelibatezze agro- alimentari: grissini, salame di turgia, toma e torcetti, senza dimenticare la tradizionale Cisrà, la minestra di ceci distribuita a Pentecoste.

Il grissino: fu il medico lanzese Teobaldo Pecchio, insieme con il panificatore Antonio Brunero, ad inventare il grissino, per curare la salute del gracile Duca Vittorio Amedeo II. Come ricordato da una targa posta in Via Sant’Ignazio, poco distante dalla torre di Challant, casa del medico di corte, Pecchio curò i disturbi digestivi del Duca con un pane ben lievitato, impastato con pochissima acqua, croccante e privo di mollica. Il medico fece separare l’impasto in tante striscioline da allungare con il movimento delle mani: una volta cottediventarono dei bastoncini appena dorati, con assenza totale di acqua e molto croccanti. Così nacquero i grissini.

La toma: la toma di Lanzo è un formaggio a latte vaccino crudo intero, o parzialmente scremato per affioramento, a pasta molle o semidura, di media stagionatura; la forma è cilindrica a facce piane e scalzo diritto o leggermente convesso. Il peso varia da tre a sette kg., lo scalzo da cinque a quindici cm., il diametro da venti a quaranta cm. La pasta è di colore giallo paglierino con occhiatura piccola e diffusa, la consistenza tra il morbido e il semiduro. L’aroma caratteristico è legato alle varietà stagionali della flora e risulta più intenso e fragrante con la stagionatura.

Il torcetto: i torcetti vengono citati, con la dizione “torchietti”, già verso il 1790, nel volume “Confetturiere Piemontese”. Sono tradizionalmente nati come dolci a base di pasta di pane, passati nello zucchero o nel miele e preparati nei forni comuni a legna del paese, ove un tempo le famiglie portavano a cuocere il pane: venivano posti sulla bocca del forno, in attesa
che questo fosse sufficientemente caldo per infornare il pane. Con il passare del tempo il prodotto subì una trasformazione e da grosso torcetto di pane la dimensione si ridusse a circa la metà, la consistenza della pasta si fece più leggera (anche grazie alla farina meno grezza, al lievito ed all'introduzione del burro), la superficie divenne lucida con la pennellatura con acqua e zucchero semolato.

Il salame di turgia: l'origine del salame di turgia risale alla volontà di utilizzare la carne delle vacche improduttive o che dovevano essere abbattute. Con la carne che non poteva essere consumata fresca si producevano i salami, che permettevano la conservazione per lungo tempo. Questo tipo di salame è prodotto con carne di bovine a fine carriera e lardo. La conciatura prevede sale, pepe in grani e spezie. L'impasto è più o meno consistente, a seconda della stagionatura, ed è a grana grande. Ha lunghezza pari a 10-15 cm e diametro di 4-5 cm., il peso varia dai 250 ai 300 grammi.

La Cisrà: la Cisrà è una minestra di ceci anticamente offerta ai poveri nei giorni di Pentecoste ed è una delle antiche usanze maggiormente sentite dai lanzesi. Nel 1728 il mercate di Viù Giuseppe Allemano fece testamento, lasciando in eredità al Comune la somma di 2.000 lire, affinché si distribuisse ogni anno una minestra alle persone bisognose. La Cisrà viene preparata dalle associazioni lanzesi presso la Casa dei ceci, uno degli antichi forni del borgo, utilizzando costine e zampini di maiale, in piemontese piotin, verdure a volontà, tra cui ceci e patate gialle, carote, cipolle bionde, sedano e gusti misti (prezzemolo, rosmarino, alloro e salvia). Completano i condimenti il burro, l’olio di oliva e il sale grosso. La preparazione e la cottura richiedono più di due giorni di lavoro.

 

 

 

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Comitato Ponte del Diavolo


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