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Visita Lanzo.

Curiosità.

La millenaria storia di Lanzo propone al visitatore una serie di curiosità degne di menzione.  

La ferrovia: a partire dal 1876 Lanzo fu capolinea della ferrovia proveniente da Torino. La stazione, posta nei paraggi del cotonificio Vallesusa, nel 1884 ospitò un importante esperimento sulla corrente alternata, condotto dall’elettrotecnico francese Luciano Gaulard, che fu in grado di illuminare da Lanzo il borgo medievale del Valentino di Torino. Nel 1916 la linea ferrata venne portata fino a Ceres, con la costruzione della nuova stazione, ancora oggi utilizzata.

 Le ville d’epoca: con l’arrivo della ferrovia Lanzo conobbe un notevole sviluppo turistico ed economico. Le famiglie della borghesia torinese di fine Ottocento solevano trascorrere gli ozi estivi a Lanzo; a testimonianza di ciò una serie di pregevoli ville d’epoca, dislocate principalmente in Via Loreto, in regione Oviglia e nei paraggi della strada provinciale verso
Torino.

La poesia: il legame tra la Città e la poesia è documentato da una targa in Via Fontana del Monte 14, dove a guidare un campo di prigionia per soldati austriaci venne chiamato un giovane tenente, poi premiato con il Nobel: Eugenio Montale. Il Monte Buriasco ha ispirato le rime di Silvio Bellezza e di Ines Poggetto, poetessa cui il Comitato Ponte del Diavolo ha
dedicato una passeggiata con formelle di ceramica, che riportano alcuni dei suoi versi dialettali.

Le cappelle: la presenza di numerosi ordini religiosi, soprattutto nel Seicento, ha favorito la costruzione di chiese e cappelle intitolate a Santi di grande culto popolare. San Michele e San Lorenzo e Sebastiano, poste sull’antica via di collegamento con il santuario di Sant’Ignazio, Santa Lucia, sulla strada vecchia Lanzo- Balangero, e San Giovanni, in regioneMargaula, meritano una visita e la partecipazione alle ricorrenze civili e religiose che le rispettive abbadie promuovono ogni anno.

 I musei: le tradizioni culturali di Lanzo sono racchiuse in una serie di musei che meritano una visita. Il “Centro di documentazione di storia contemporanea e della Resistenza Nicola Grosa” è uno dei più conosciuti nel suo campo. “Il Museo dell’arte tessile lanzese” raccoglie un telaio funzionante di fine Ottocento e manufatti tipici dell’Arte Popolana Lanzese. Il “Museo
Silmax” racconta la secolare storia delle fucine della città.

Le marmitte dei giganti: sono fenomeni geomorfologici risalenti al Neozoico. Le marmitte sono visibili a monte del Ponte del Diavolo dietro la cappella di San Rocco. Se ne contano ventuno, dislocate a quote diverse su 18 metri dal livello della Stura.

 

 

 

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Comitato Ponte del Diavolo


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